Pergola, Pietra e Marmo nell’Arte…

Itinerario singolare e imprevedibile è il percorso alla scoperta di… Pietra e Marmo nell’Arte, la Pergola delle Costruzioni e dei Manufatti Lapidei.

Il Museo dei Bronzi Dorati ospita la statua di San Secondo patrono della città, in pietra calcarea. Proveniente dal Palazzo Comunale, l’opera, in raffinato stile tardogotico, risale al primoQuattrocento ed è ascrivibile a maestranze operanti in ambito adriatico d’influenza veneziana e istriano-dalmata. Di particolare interesse, una stele funeraria di un giovane soldato pretoriano romano del 50 d.C. in pietra calcarea bianco-rosata. Notevole un mosaico romano del IV-V secolo d.C. realizzato con tessere policrome in pietra, proveniente dalla Villa di Montesecco e rinvenuto nel 1966.

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La Chiesa di San Giacomo (sec. XIII), romanico-gotica, nella parte inferiore esterna, presenta conci di pietra bianca calcarea e due portali con arco a sesto acuto impreziositi da una leggera ornamentazione fogliacea, finestre edicolari gotiche e trilobate chiuse, e singolari bassorilievi in pietra calcarea, unico esempio in questa zona di scultura romanica, raffiguranti San Giacomo, Cristo benedicente con i simboli dei quattro evangelisti e l’Agnus Dei.

 

Il Duomo, antica Chiesa di Sant’Agostino, della duecentesca costruzione originaria, conserva l’imponente torre campanaria in pietra calcarea con finiture in arenaria e all’interno notevole è l’altare maggiore in marmi pregiati voluto nel 1822 dalla nobile famiglia Giannini.

 

La Chiesa di Sant’Andrea al Corso (sec.i XIII-XVI), antica Collegiata, presenta un cinquecentesco portale rinascimentale in pietra arenaria anche se con evidenti segni di corrosione dovuti all’usura del tempo.

 

La Chiesa di San Vitale (sec. XVIII) presenta un artistico portale in pietra calcarea bianca dalle eleganti linee neoclassiche.

 

La Chiesa di San Francesco (sec.i XIII-XIV-XIX) conserva la facciata asimmetrica in conci di pietra calcarea con un prezioso portale gotico in pietra arenaria, costituito da quattro diverse modanature e da una serie di formelle scolpite a motivi floreali e animali. All’interno l’altare maggiore, rilucente di marmi, fu commissionato dal nobile Bernardino Antonelli nel 1621, mentre quello del transetto destro, sempre in marmi pregiati fra i quali, il Giallo di Siena, il Nero del Belgio, il Diaspro d’Egitto, il Broccatello di Spagna e il Verde Bueven, fu voluto dai coniugi pergolesi Alessandro Marini e Clarice Luzi nella prima metà del Settecento.

 

Lungo Via San Francesco d’Assisi, sul muro esterno di una casa, si trova l’insegna araldica del XV secolo scolpita su pietra calcarea, oggi patinata dal tempo, con raffigurati una squadra, una palma, un compasso e una croce, elementi riferibili ai “Maestri Comacini”, maestranze edili provenienti dalla regione lombarda. In questa antica strada si affacciano, inoltre, le “Porte del Morto” con arco a sesto acuto, realizzate con blocchi di pietra calcarea squadrata e il possente muro maestro della Chiesa di San Marco Evangelista (sec.i XIII-XVIII), anch’esso in pietra calcarea.

 

Se si percorre Via XX Settembre, detta il “Costone” perché caratterizzata da forte pendenza, oltre ad ammirare le seicentesche mura ricostruite sulle rovine di quelle medievali, si è colpiti da una Casa Torre del XV secolo in pietra calcarea con scala in arenaria, ricavata da un appostamento dell’originario sistema difensivo della città.

 

Come edilizia militare non va dimenticata la poderosa Rocca (sec. XV) di Francesco di Giorgio Martini fatta erigere da Federico da Montefeltro duca di Urbino, della quale purtroppo rimangono visibili solo parte dei torrioni in pietra calcarea e alcuni sotterranei, in quanto fu fatta demolire da Guidubaldo da Montefeltro per sottrarla al Valentino.

 

Fra l’edilizia civile degni di nota sono la facciata in pietra calcarea e arenaria di Palazzo Malatesta (sec. XV) con portale bugnato in arenaria del XVI secolo e sotterranei scavati nella pietra; il portale bugnato e le finestre del piano nobile riquadrate in pietra calcarea di Palazzo Cini-Giannini (sec. XVIII); le due scale a chiocciola in pietra arenaria di Palazzo Giannini-Bruschi (sec. XVIII).

 

Il Palazzo Comunale (sec. XVIII), imponente struttura neoclassica, presenta le finestre della facciata riquadrate in pietra calcarea e un balcone con colonnine di pietra d’Istria aggiunto nella prima metà del Novecento. Lo scalone d’onore ospita un fine lavoro ottocentesco in marmo bianco raffigurante Gregorio XVI che riceve l’omaggio di Pergola presentata dal cardinale Mario Mattei Baldini, riferibile alla Scuola del Canova. Prima di entrare nel piano di rappresentanza da notare un antico stemma dei Della Rovere duchi di Urbino dipinto su pietra arenaria. Nella Sala del Consiglio campeggia sulla parete di fondo il busto marmoreo di Benedetto XIV, che conferì il titolo di “Città” a Pergola il 18 maggio 1752.

In alcune vie del centro storico si può ancora notare la pavimentazione in selci del secolo scorso, niente è rimasto purtroppo di quelle precedenti.

Graziano Ilari

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