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Bando chiosco dei giardini: come volevasi dimostrare

COME VOLEVASI DIMOSTRARE

Alla scadenza del bando per l’assegnazione del chiosco dei giardini nessun cittadino, associazione o impresa ha presentato la propria domanda per la gestione della struttura entro il termine ultimo previsto, le ore 12:00 di martedì 11 aprile 2017.

Nello scorso consiglio comunale, quando votammo NO alla convenzione, per come era stata formulata e proposta al dibattito, i nostri consiglieri sono stati addirittura derisi dal sindaco che si è detto essere sorpreso del fatto che ritenessimo la cifra della base d’asta troppo alta. In questo periodo storico invece la realtà che oggi trova conferma è che una base d’asta di euro 13.000 annui, per gestire una struttura principalmente estiva, nuova e con una storia ed un mercato tutti da ricreare, sono veramente troppi.

Non averlo capito dimostra la distanza che c’è tra l’amministrazione e le reali esigenze del vivere quotidiano dei cittadini.

Se per giustificare la scelta scriteriata di porre una base d’asta così alta, Baldelli, come già fatto in consiglio comunale, continuerà a citare il passato, prendendo a riferimento gli anni in cui dal giardino le precedenti amministrazioni ricavavano cifre parimenti importanti, dimostrerà di non essersi accorto che oggi i tempi sono totalmente diversi e che certi paragoni non possono essere fatti. Dimostrerà di non aver fatto tesoro degli importanti segnali arrivati nel non lontano ottobre 2015, quando la cooperativa “Il tulipano” che gestiva il chiosco, chiedeva con una nota la rescissione consensuale del contratto a causa dell’eccessiva onerosità dello stesso. Pagavano € 12.000 annui quindi addirittura meno dell’attuale proposta!

Al seguente link è possibile visionare la relativa delibera di Consiglio del 2015: http://www.halleyweb.com/c041043/de/attachment.php?serialDocumento=003LF30201619

Oltre all’aspetto economico, abbiamo da subito ritenuto inaccettabile la seguente clausola della convenzione che testualmente recita: “proroga per un ulteriore anno, a insindacabile giudizio dell’amministrazione”. Alla scadenza dei due anni di contratto, l’amministrazione, vorrebbe subordinare la concessione di un eventuale prolungamento di un altro anno al proprio insindacabile e discrezionale giudizio.

Una modalità assurda che Baldelli vorrebbe far passare come formula di rito ma che invece potrebbe dare adito a potenziali situazioni clientelari che Pergola Unita respinge con assoluta fermezza. Si potrebbe infatti verificare che il futuro di un giovane imprenditore sia condizionato dal volere del Sindaco e della sua giunta trascurando di valutare l’impegno, il lavoro svolto ed i risultati raggiunti dal gestore del locale.

Pergola Unita, con fermezza chiede:

https://www.facebook.com/images/emoji.php/v8/f9e/1/16/27a1.png➡️di abbassare il canone di locazione del 50% per questi primi anni di ripartenza, al fine di incentivare concretamente la ripresa dell’attività;

https://www.facebook.com/images/emoji.php/v8/f9e/1/16/27a1.png➡️di eliminare la discrezionalità del terzo anno. Il rinnovo, se si prevede, deve essere concesso in base a parametri tangibili e misurabili, non in base al volere e alle simpatie di chi ha il potere;

https://www.facebook.com/images/emoji.php/v8/f9e/1/16/27a1.png➡️di provvedere a indire subito una nuova gara basata sui sopra esposti criteri, evitando di procedere all’assegnazione diretta, garantendo così a tutti una nuova possibilità di partecipare ad un bando sostenibile.

Aggiungiamo inoltre che sarebbe anche il caso di studiare degli incentivi per i più giovani che vogliano prendersi questo impegno.
L’amministrazione farebbe bene ad ascoltarci di più visto che tra i membri del nostro direttivo c’è anche chi ha esperienza nel settore commerciale.

Proprio in questi giorni d’altronde siamo venuti a sapere che Confcommercio Pesaro ha fatto sua quella che era una delle nostre idee incluse nel nostro progetto #Ricentriamoci, ovvero di dar vita a una associazione dei commercianti del centro storico, anche se con condizioni molto diverse dalle nostre intenzioni, dato che la proposta è limitata alle imprese iscritte alla sola associazione di categoria.
Ciò dimostra che forse indichiamo dei punti giusti dai quale partire?
Al di là delle chiacchiere noi vogliamo solo che Pergola si sviluppi e se fossimo ascoltati di più le cose andrebbero sicuramente meglio.

NOTA SUI LAVORI

I lavori dei nuovi giardini pubblici iniziati a luglio scorso che hanno implicato la chiusura dei giardini per tutta la scorsa estate non sono ancora terminati. Di questo passo si rischia di compromettere anche la stagione alle porte, in quanto l’apertura del chiosco, che per convenzione è fissata nel giorno del 1 maggio, difficilmente sarà rispettata a causa proprio di lavori da completare.

Se così sarà saremmo di fronte anche all’ulteriore conferma di ciò che ritenemmo a suo tempo una pianificazione dei lavori disastrosa.

A questo si aggiunge la considerazione sulla spesa complessiva dei lavori che ha raggiunto gli oltre € 300.000 perché al contributo dei € 150.000 a fondo perduto si sono aggiunti poi altri € 160.000 per altri stralci. Il tutto è poi ulteriormente destinato ad aumentare perché i lavori non sono finiti.

Questo ci fa aprire una riflessione sul fatto se sia stato giusto, in questo momento storico, investire così tante risorse dei pergolesi in questa direzione quando la sistemazione dei giardini poteva essere fatta anche in modo meno invasivo, indirizzando al contempo risorse ad altre attività a sostegno della nostra città.

Questo però è un altro discorso, che non vuol dire, come sicuramente qualcuno proverà a sostenere, che Pergola Unita è contro i nuovi giardini, ma solo che Pergola Unita è per le cose semplicemente fatte bene ed equilibrate.

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