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2017 anno record per i musei italiani. E il Museo dei Bronzi?

2017 è stato un anno da record per i musei italiani. Le visite sono aumentate del 9%, e gli incassi hanno segnato un +13% rispetto al 2016. Purtroppo in controtendenza il Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola.

Il 2017 è stato un anno da record per i musei italiani. Le visite sono aumentate del 9%, e gli incassi hanno segnato un +13% rispetto al 2016.

Purtroppo in controtendenza il Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola.

Il numero di visitatori è vertiginosamente in calo negli ultimi anni e nonostante l’amministrazione continui ad affermare che l’attuale gestione del museo sia un grande successo, i dati parlano chiaro:

2014   11.863 biglietti (di cui 888 gratuiti)
2015   11.089 biglietti (di cui 1269 gratuiti)
2016   10.809 biglietti (di cui 1022 gratuiti)
2017   8.986 biglietti (di cui 902 gratuiti)

Cosa c’è quindi che non va nel nostro museo?

Il contenuto? No di certo. I Bronzi Dorati sono considerati “unici” e di inestimabile valore storico e gli altri beni esposti sono tutti di notevole interesse per la storia locale. Anche la struttura museale, sebbene necessiti di un rinnovamento degli allestimenti, è bella e funzionale. Sarà forse che non bastano dei manifesti appesi alle fiere del turismo in giro per il mondo perché un giapponese che decidesse di venire a visitare l’Italia, andrebbe comunque prima a vedere Roma, Firenze, Venezia, Napoli, la Toscana, le Dolomiti, ecc. ecc. ecc.?

A nostro parere il punto dolente è la gestione “minimale” del museo, improntata sulla mera conservazione dei beni e non sulla loro valorizzazione.

L’amministrazione Baldelli non ha mai voluto investire di più nel museo e il motivo è semplice: mantenendo l’impegno di spesa sotto la soglia dei 40.000 euro non è necessario fare una gara ma si può procedere con l’affidamento diretto (in parole povere possono affidarlo a chi vogliono) senza valutare le proposte di altri possibili gestori.
Sempre per il medesimo motivo si procede annualmente al rinnovo della convenzione, piuttosto che mettere in piedi, con gli addetti ai lavori, rapporti di collaborazione più duraturi che incentivino quegli investimenti e quella programmazione pluriennale delle attività necessari per favorire la promozione e la valorizzazione dei Bronzi, della raccolta museale e, indirettamente, del nostro paese.

Conseguenza tangibile di ciò, oltre naturalmente al calo di visite, è che il Museo dei Bronzi e della Città di Pergola ha un sito internet dalla grafica retrò, perché realizzato tanti anni fa e mai più aggiornato, ancora non ottimizzato per gli smartphone e non completamente tradotto in inglese, che è il desolante specchio della gestione del museo.
Alla sezione “didattica”, di norma il perno di ogni istituzione museale, compare una sola attività laboratoriale, che, tra l’altro, non ha nulla a che fare con i Bronzi Dorati, il bene archeologico di maggior pregio custodito; nella sezione “mostre” si può notare che l’ultima esposizione temporanea risale al 2012 e alla sezione “offerta turistica” compaiono strutture ricettive che hanno chiuso i battenti da tempo.

Anche la comunicazione sui social langue, anche perché mancano i contenuti da comunicare: le iniziative culturali, quelle attività (come ad esempio convegni, mostre temporanee, incontri tematici, workshop, ecc…) che rendono un museo un luogo vivo e di cultura, in cui turisti, singoli cittadini e famiglie scelgono di trascorrere del tempo anche più volte in un anno, come ad esempio accade in una realtà non lontana da noi: il Museo del Balì di Saltara.

Si potrebbe obiettare che in tempi di crisi non ci sono i soldi, ma non è così.

Nel giugno 2016, in seguito all’iniziativa organizzata da Pergola Unita per i 70 anni del ritrovamento dei Bronzi Dorati di Cartoceto, la Regione Marche ha stanziato 100.000 euro di finanziamento destinati al Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola per la promozione, la riqualificazione degli spazi, la revisione degli allestimenti e la dotazione di nuove tecnologie.
Speriamo che l’amministrazione quanto prima si attivi per utilizzare questi fondi preziosi.
Il Comune di Pergola è infatti già in ritardo. Nel decreto di impegno di spesa approvato dalla Regione Marche – settore Cultura, Pergola purtroppo, nel momento in cui scriviamo, non c’è.
Sembra che la motivazione sia quella del cambio del responsabile dell’Ufficio Tecnico, visto che si trasferisce al Comune di Ancona e la giunta non ha ancora individuato con delibera il nuovo responsabile che dovrà firmare l’accordo.
Non è possibile che un cambio del personale nella macchina amministrativa, seppur in un ruolo importante come quello dell’ufficio tecnico, comporti questi ritardi e disguidi.

Si tratta di 100.000 euro e della valorizzazione del bene storico più prezioso che abbiamo!

È ormai chiaro che l’amministrazione reazionaria di Baldelli si limita all’ordinario, non ha una visione sul lungo periodo né tantomeno idee innovative, ma ci auguriamo che sappia almeno cogliere questa occasione piovutagli dal cielo.

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